Con la fine delle speculazioni edilizie relative al “costruire selvaggio” offrendo più di quanto ci sia domanda, l’edificio del futuro non sarà sicuramente una nuova costruzione!
Parere personale? No. I dati parlano chiaro: migliaia di immobili, per la maggior parte di bassa qualità, invenduti e costruiti con il solo scopo di speculare (non voglio addentrarmi in questioni di carattere politico).
La vera sfida per tutti (tecnici, privati, amministrazioni pubbliche, più semplicemente PERSONE) starà nel recupero di un patrimonio edilizio esistente sotto molti aspetti scadente.
Dopo questa doverosa premessa, l’edificio standard dei prossimi anni (ma non troppo in là) dovrà rispondere ai criteri antisismici delle più recenti normative (questo non vuol dire radere al suolo la casa in cui abitiamo, ma realizzare interventi mirati), quindi essere sicura per chi la vive, confortevole, a basso, anzi bassissimo consumo di energia, visto il sempre più crescente costo dei combustibili fossili (metano, gpl, elettricità…).
Ad oggi esistono incentivi statali in grado di far recuperare un investimento, perché è di questo che stiamo parlando, in pochi anni, passati i quali andrò addirittura a guadagnare.
Ora, occorre fare alcune precisazioni, chiarendo due concetti:
- investimento economico: dovuto all’esborso iniziale da sostenere per realizzare l’intervento, più è breve il tempo di ritorno meglio è. Non occorre valutare SOLO l’ammontare del capitale investito, ma soprattutto i benefici che questo investimento mi porta in termini di mancate spese nei successivi anni!
- investimento sul benessere: entrando in un edificio in cui è stato eseguito un intervento di riqualificazione energetica utilizzando materiali di un certo livello si nota subito una enorme differenza rispetto ad un edificio tradizionale. Esempio: immaginiamo di essere in un container di 20 mq ad utilizzo abitazione o ufficio da cantiere, pareti in alluminio scarsamente isolate, riscaldamento/raffrescamento con split ad aria o stufa elettrica per l’inverno e ventilatore per l’estate, bolletta bimestrale media 300 €. Il mio corpo che benessere percepisce?
Al contrario, casa di 120 mq in legno o muratura, come preferite, ottimo isolamento, temperatura esterna -10°C, temperatura ambiente interno 20°C, temperatura superficiale pareti esterne 18/19°C,
in estate non più di 25/26°C interni, umidità sempre ottimale, spendendo annualmente la stessa cifra di prima, 300 €. Non si tratta di un numeri buttati lì, ma di casi reali.
L’investimento economico ha un prezzo, è vero, va valutato accuratamente, ma l’investimento sul benessere, sulla qualità della vita di un individuo che prezzo ha?
Lavorare o abitare in un edificio con una copertura in amianto mi rende tranquillo?
Con alcuni accorgimenti posso rimuoverlo, risparmiando nel tempo.
Purtroppo gli incentivi fiscali del 55% sono stati prorogati solo fino a dicembre 2012, dopodichè verranno accorpati agli incentivi con aliquota del 36%, quindi il consiglio è di sfruttarlo fin che c’è!
Prima di installare qualunque fonte rinnovabile è bene “tappare” i buchi del mio pentolone, ridurre il fabbisogno energetico del mio edificio, cosicché, quel poco fabbisogno rimasto, possa essere soddisfatto con fonti rinnovabili.
Ecco che andiamo incontro ad un concetto di edificio ad “energia quasi zero” con un bassissimo consumo di energia, o addirittura “edifici attivi” in grado di produrre energia.
E’ vero, può sembrare fantascienza, infatti il titolo di questo articolo parla chiaro, il fatto è che il futuro è gia oggi!